Più pubblicità, meno margini: il paradosso delle aziende che investono in ads e non crescono
In Italia la pubblicità online vale ormai circa 6 miliardi di euro l'anno, più della metà dell'intero mercato pubblicitario. Ma solo una PMI su cinque usa un sistema per gestire i contatti che quella pubblicità produce. Perché tante aziende spendono di più e guadagnano di meno, secondo il consulente Mario Guido.
In breve
- Secondo il Politecnico di Milano, nel 2025 la pubblicità su internet in Italia ha superato i 6 miliardi di euro, il 52% del mercato.
- Per l'Istat, solo il 21,1% delle PMI usa un software di gestione dei clienti, contro il 56,5% delle grandi imprese.
- Il consulente Mario Guido sostiene che, senza processi interni, l'aumento del budget pubblicitario finisce per finanziare il disordine.
È una scena che chi si occupa di marketing conosce bene. L'imprenditore decide di «spingere»: aumenta il budget delle campagne su Meta e Google, arrivano più richieste, il telefono squilla di più. Per qualche mese sembra funzionare. Poi si guardano i conti, e i margini sono più bassi di prima.
Il fenomeno si inserisce in un mercato che continua a crescere. Secondo le stime dell'Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato pubblicitario italiano ha raggiunto circa 11,6 miliardi di euro, e la pubblicità su internet ne rappresenta il 52%, con circa 6 miliardi e una crescita del 10% in un anno. L'84% di questa spesa va ai grandi operatori internazionali, a partire dalle piattaforme su cui le piccole imprese comprano le proprie campagne.
Dove si perdono i soldi
Dall'altra parte, però, molte aziende non hanno gli strumenti per gestire quello che comprano. Secondo la rilevazione Istat Imprese e ICT 2025, solo il 21,1% delle piccole e medie imprese utilizza un software per la gestione dei clienti, il cosiddetto CRM, contro il 56,5% delle grandi. Il resto gestisce i contatti tra telefono, posta elettronica, fogli di calcolo e chat.
È il punto su cui insiste Mario Guido, consulente calabrese di marketing e sistemi aziendali, che da oltre dieci anni lavora con piccole e medie imprese e dichiara più di duecento clienti seguiti. Per Guido, in un'azienda senza processi chiari la pubblicità fa una cosa sola: amplifica quello che trova.
«Il problema non è il marketing. È quello che succede prima.»— Mario Guido
I sintomi, nella sua esperienza, si ripetono. I contatti arrivano da campagne, telefono e WhatsApp, ma nessuno li registra in un unico posto. Non c'è una regola su chi richiama, quando e con quale proposta. Si guarda quanto costa un contatto, non quanto rende davvero una vendita. E le decisioni si prendono a sensazione, senza dati affidabili su cosa funziona.
Il problema non è solo italiano. In uno studio pubblicato su Harvard Business Review nel 2011, un gruppo di ricercatori ha inviato richieste di contatto a oltre duemila aziende statunitensi: il 23% non ha mai risposto, e chi l'ha fatto ha impiegato in media 42 ore. Ogni contatto lasciato senza risposta è un costo pubblicitario già pagato.
Il metodo: prima la struttura, poi l'amplificazione
Per affrontare il problema, Guido ha messo a punto un percorso che chiama Protocollo Alchimia. Il nome richiama gli alchimisti, che univano elementi diversi per ottenere qualcosa di prezioso: qui gli elementi sono strategia, processi, tecnologia e marketing. Il percorso ha quattro fasi.
L'impostazione non è nuova nella consulenza di direzione. Quello che Guido rivendica è l'ordine delle fasi: nella maggior parte dei casi, sostiene, le piccole imprese partono dalla terza.
A chi si rivolge, e a chi no
Il metodo non è pensato per tutte le aziende, e Guido lo dice apertamente. Si rivolge a imprese che investono già in marketing, con un fatturato medio o alto, che vogliono crescere ma si scontrano con disorganizzazione interna o con un'attività commerciale che rende meno del previsto. Non è indicato, invece, per attività senza budget o per chi cerca solo nuovi contatti senza essere disposto a cambiare il modo in cui lavora.
Le obiezioni più frequenti, racconta, riguardano il tempo e il personale: rivedere i processi significa fermarsi, e coinvolgere collaboratori abituati a lavorare in un certo modo. Per questo il percorso procede per interventi limitati, a partire da quelli con l'impatto più alto.
Il test: quanto costa il disordine
Sul sito di Mario Guido sono disponibili due strumenti gratuiti: il Business Health Audit, un questionario di circa cinque minuti sui fattori che bloccano la crescita dell'azienda, e un'analisi dell'EBITDA reale, per stimare quanto resta effettivamente dopo i costi nascosti.
Chi è Mario Guido
Consulente calabrese di marketing e sistemi aziendali, Guido lavora soprattutto con imprese del Sud, in settori che vanno dalle concessionarie al noleggio di veicoli fino agli studi professionali. Gestisce campagne Meta e Google e integra automazioni e intelligenza artificiale nei processi dei clienti. Nel 2023 ha gestito il reparto creativo delle pre-finali e delle finali nazionali di Miss Italia. Della sua attività hanno scritto, tra gli altri, Adnkronos, Il Giornale d'Italia, La Ragione e Money.it.
«Ogni azienda dovrebbe avere un Mario», ha scritto di lui un cliente, l'imprenditore Vincenzo Muià. In un mercato in cui la spesa pubblicitaria continua a salire, la sua scommessa è che le piccole imprese abbiano più da guadagnare mettendo in ordine quello che hanno già che comprando altri contatti.
Il Protocollo Alchimia
Mario Guido seleziona le aziende con cui avviare il Protocollo Alchimia. Le imprese interessate possono candidarsi dal suo sito oppure prenotare una chiamata conoscitiva gratuita.
Scopri il Protocollo Alchimia Prenota una chiamata conoscitiva → Analisi gratuita dell'EBITDA reale →Fonti: Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, stime pre-consuntivo 2025 presentate a ottobre 2025 (elaborazioni su dati Nielsen e bilanci degli operatori); Istat, Imprese e ICT – Anno 2025 (comunicato del 15 dicembre 2025); J. B. Oldroyd, K. McElheran, D. Elkington, The Short Life of Online Sales Leads, Harvard Business Review, 2011. La descrizione del metodo e le citazioni sono tratte dai materiali pubblicati da Mario Guido su mariomarketing.it. I dati sull'attività sono dichiarati da Mario Guido / Mario Marketing. Questo articolo è un contenuto promozionale realizzato in collaborazione con Mario Guido (P.IVA IT03982520797) e non costituisce informazione giornalistica indipendente.